Selectika

Riciclo della plastica, la sfida ora è la capacità degli impianti: serve una filiera industriale all’altezza della raccolta

Blog Single

  • By redazione
  • 8 Settembre 2026

Riciclo della plastica, la sfida ora è la capacità degli impianti: serve una filiera industriale all’altezza della raccolta

L’Italia ha costruito negli anni una filiera del riciclo della plastica tra le più strutturate d’Europa. Un risultato legato alla crescita della raccolta differenziata, agli investimenti tecnologici e alla capacità delle imprese di trasformare una parte significativa dei rifiuti in nuove risorse. Ma oggi quella stessa filiera si trova davanti a una nuova sfida: riuscire a tenere il passo con l’aumento dei materiali raccolti. I numeri raccontano una situazione che merita attenzione. Nei primi sei mesi del 2026 la raccolta degli imballaggi in plastica è cresciuta di circa 50 mila tonnellate rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre nello stesso arco temporale la capacità mensile di selezione si è ridotta di circa 11.500 tonnellate. Un divario che evidenzia quanto il tema degli impianti sia ormai centrale per la tenuta dell’intero sistema. La questione non riguarda soltanto la quantità degli impianti disponibili, ma soprattutto la loro efficienza, la capacità tecnologica e la possibilità di assicurare continuità al trattamento dei materiali. Incendi, interventi di ammodernamento e una dotazione infrastrutturale non omogenea sul territorio hanno contribuito, nel corso dell’anno, ad aumentare la pressione sulla filiera. Il rischio è che una crescita
virtuosa della raccolta differenziata finisca per incontrare un limite proprio nella fase successiva: quella della selezione e del trattamento. Quando gli impianti raggiungono la saturazione, infatti, l’intero sistema ne risente, con conseguenze sui flussi, sulla logistica e sui costi di gestione.

È una criticità che assume dimensioni particolarmente evidenti nelle aree dove la capacità impiantistica non è sufficiente a trattare i quantitativi raccolti localmente. Il caso della Sardegna è emblematico: una parte consistente della plastica raccolta deve essere trasferita fuori regione, con un inevitabile aumento dei costi di trasporto e una maggiore pressione sugli impianti collocati nelle altre aree del Paese. Il problema, dunque, non è la raccolta differenziata in sé. Al contrario, la
crescita dei quantitativi conferiti correttamente dai cittadini rappresenta un risultato positivo. La vera sfida è fare in modo che a quella raccolta corrisponda una capacità industriale adeguata, capace di trasformare il rifiuto in materia recuperata e di gestire in modo efficiente anche ciò che non può essere avviato al riciclo meccanico. In questo scenario assume un ruolo strategico il sistema industriale della selezione e del recupero. È qui che tecnologia, capacità produttiva e continuità operativa diventano elementi decisivi per evitare che il sistema si interrompa.

Una prospettiva che trova una concreta applicazione anche nell’esperienza del Gruppo Dalena, che riunisce realtà industriali impegnate nella gestione, selezione e valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata, tra cui Dalena Ecologia, Selectika e RPF.

“La gestione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata richiede oggi una filiera industriale capace di accompagnare l’aumento dei quantitativi con tecnologie, capacità produttiva e continuità operativa – sottolinea Giuseppe Angelo Dalena, presidente del Gruppo Dalena –. Gli impianti Dalena e Selectika e RPF sono parte di un sistema integrato nel quale la selezione dei materiali e la gestione degli scarti devono procedere senza interruzioni, assicurando il massimo recupero possibile e destinando alle filiere energetiche ciò che non può essere avviato a riciclo”.È proprio questo il passaggio che può determinare la differenza tra una raccolta differenziata semplicemente quantitativa e un vero modello di economia circolare. La plastica raccolta, infatti, non è automaticamente plastica riciclata: tra il conferimento e il ritorno del materiale all’interno di un processo produttivo esiste una filiera complessa, nella quale la selezione rappresenta uno dei passaggi fondamentali. Gli impianti più avanzati consentono di separare i diversi materiali e
polimeri, indirizzando quelli recuperabili verso le successive fasi di riciclo e destinando gli scarti non riciclabili ad altre forme di valorizzazione, evitando, per quanto possibile, che il materiale perda definitivamente valore. “La nostra responsabilità industriale – aggiunge Dalena – è contribuire a garantire che quanto viene raccolto possa trovare uno sbocco adeguato. Questo significa investire nell’efficienza degli impianti, nella tecnologia e nella capacità di trattamento, ma
anche lavorare perché ogni fase della filiera sia collegata alle altre. Solo così la raccolta differenziata può tradursi concretamente in recupero di materia e valorizzazione degli scarti”.


La questione impiantistica diventa quindi anche una questione economica. Per sostenere il sistema servono investimenti, condizioni industriali competitive e un mercato in grado di assorbire le materie prime seconde. Il materiale riciclato deve poter competere con quello vergine e le imprese che investono nel recupero devono essere messe nelle condizioni di operare in un contesto sostenibile anche dal punto di vista dei costi energetici. È una partita che coinvolge imprese e istituzioni. Da una parte occorre continuare a migliorare la raccolta e la qualità dei materiali conferiti; dall’altra è necessario rafforzare la dotazione impiantistica e creare condizioni favorevoli per gli investimenti nella filiera del riciclo. L’obiettivo non è soltanto evitare che gli impianti vadano in saturazione. È costruire una filiera capace di trasformare la crescente quantità di rifiuti raccolti in una maggiore quantità di risorse recuperate. Perché il vero indicatore di un’economia circolare efficiente non è soltanto quanto si raccoglie, ma quanto di ciò che viene raccolto riesce effettivamente a tornare nel ciclo produttivo. E per raggiungere questo risultato servono cittadini che differenziano correttamente, imprese capaci di investire e un sistema industriale che disponga di impianti moderni, sufficienti e tecnologicamente adeguati.

GIUSEPPE ANGELO DALENA | Amministratore Delegato e Presidente Selectika